Gennaio 2026


“Ligabue. Il ruggito dell’anima”

Antonio Ligabue (Zurigo, 1899 – Gualtieri, 1965)

La vita di Ligabue fu segnata da ricoveri psichiatrici e da un’esistenza al confine della società. Il rachitismo e il gozzo compromisero il suo sviluppo, mentre il carattere ribelle e le crisi nervose lo portarono a cambiare scuole e perfino a essere internato in un ospedale psichiatrico. Nel 1919, dopo un’aggressione alla madre adottiva, fu espulso dalla Svizzera e inviato a Gualtieri, in Emilia, il paese d’origine del padre. Qui, senza conoscere l’italiano, iniziò una vita nomade, lavorando come bracciante lungo il Po e trovando rifugio nell’arte, che divenne il suo modo di esprimere ciò che le parole non potevano.

La sua arte parlava per lui: dipinti come Testa di tigre o i suoi autoritratti, con occhi che scrutano l’osservatore. Antonio Ligabue non dipingeva per fama, ma per necessità. La sua arte era un grido, un modo per dare forma alla solitudine, alla nostalgia della Svizzera e alla lotta contro i propri demoni. Come scrisse sulla sua tomba, desiderava solo “libertà e amore”. Le sue tele, piene di tigri ruggenti, cavalli al galoppo e volti tormentati, sono il testamento di un uomo che ha trasformato il dolore in bellezza, lasciando un’impronta indelebile nell’arte del Novecento. Le sculture, modellate con la creta del Po, spesso masticata per renderla malleabile, raccontano lo stesso amore per gli animali e il movimento, anche se molte sono andate perdute per la fragilità del materiale.

Da Boldini a De Nittis agli Impressionisti

Palazzo Blu dedica una grande esposizione a uno dei periodi più affascinanti e raffinati della storia europea: la Belle Époque, un viaggio unico con opere straordinarie di artisti italiani e internazionali: Boldini, Cassat, Corcos, Degas, Pissarro, De Nittis, Renoir, Sargent, Sisley, Zandomeneghi e molti altri.

Una mostra che celebra l’eleganza, il fermento artistico e la modernità che trasformarono la Parigi di fine secolo nel cuore pulsante della cultura internazionale, con circa 100 opere provenienti da prestigiosi musei internazionali e italiani tra cui il Louvre, il Musée d’Orsay, il Philadelphia Museum of Art, le Gallerie degli Uffizi, la Pinacoteca Giuseppe De Nittis di Barletta, il Museo e Real Bosco di Capodimonte – insieme ad importanti collezioni private francesi ed italiane, con dipinti mai esposti prima al grande pubblico.

Una mostra immersiva che intreccia arti visive, letteratura, moda e tecnologia, restituendo al pubblico tutta la vitalità e il fascino di un periodo rivoluzionario destinato a lasciare un’impronta indelebile nell’immaginario europeo.